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loghinoLa sera di sabato 30 ottobre, un gruppo di giovani animalisti e ambientalisti, in maggioranza ragazze, sono stati prima rincorsi e inseguiti a Correzzana (MB) e infine minacciati e aggrediti da un manipolo di ragazzotti armati di spranghe e bastoni che urlavano “Viva il Duce, Viva Hitler” e “Sparite comunisti di merda!”.

L’inquietante episodio di violenza di ieri sera finirà in Parlamento e in Consiglio provinciale di Monza e Brianza, grazie a due interrogazioni urgenti che saranno presentate da una deputata radicale eletta con le liste del PD e dal consigliere provinciale del PDL, Luca Procaccini.

Gli ambientalisti del Coordinamento “Fermiamo Harlan”, Gaia Onlus e Animalisti Italiani, accompagnati dall’ex deputato Stefano Apuzzo, portavoce di Gaia, stavano incasellando volantini di condanna della vivisezione e dell’allevamento “Harlan” che ha sede proprio a Correzzana. L’enorme capannone colmo di animali, sito in Via Fermi 8, fa parte dell’azienda multinazionale che alleva cani, gatti, conigli e altri animali destinati ad essere torturati nei laboratori di vivisezione. Il Gruppo di giovani ambientalisti stava volantinando e incasellando quando sono apparsi due figuri, usciti dallo stabilimento Harlan (uno dei quali sarebbe stato identificato come il responsabile della sicurezza dell’azienda), che hanno iniziato a seguire minacciosi con la propria auto gli animalisti, sfrecciandogli vicino. Uno dei due figuri di “Harlan” si è anche fiondato in un bar in piazza uscendone trafelato.

loghinoSi è svolto questa mattina un presidio con circa 200 partecipanti per dire “Stop alle crudeltà  sugli animali”. Gli animalisti e gli antivivisezionisti si sono dati appuntamento in Corso Magenta, di fronte alla sede della Commissione Europea, dove hanno dato vita alla colorita protesta.

Un gruppo di manifestanti, tutti con tuta bianca sporca di finto sangue e con maschere di animali sul volto, si è incatenato ai portoni della rappresentanza europea. La folta presenza della polizia ha riportato i manifestanti a distanza “di sicurezza” dai portoni della Commissione europea. I partecipanti al presidio hanno a lungo urlato “Stop alla tortura sugli animali”, contestando la nuova Direttiva europea sulla vivisezione.

Il Coordinamento “Fermiamo Harlan” con le associazioni "Gaia Onlus", "Animalisti Italiani Onlus" e la collaborazione dell'associazione internazionale People For The Ethical Treatment of  Animals, erano gli organizzatori del presidio.

L’iniziativa ha inteso chiedere l’abolizione della inutile pratica della vivisezione e degli esperimenti sugli animali in Italia e in Europa e per contestare la nuova Direttiva comunitaria in materia.

Le coreografie e le scenografie presenti hanno dimostrato la crudeltà inutile della vivisezione, oggi ancora praticata per consentire e incentivare il business delle multinazionali chimico-farmaceutiche e degli allevamenti di animali da laboratorio. “La vivisezione, oltre che crudele -tortura ogni anno un milione di animali solo in Italia- è anche inutile, fuorviante e non scientifica”, ha ricordato Edgar Meyer, presidente di Gaia. “I risultati ottenuti sugli animali non sono applicabili all’uomo. Ogni specie è diversa dall’altra e reagisce alle sostanze in maniera differente”.

loghinoVIVISEZIONE: SABATO 2 OTTOBRE DALLE ORE 11 PRESIDIO DI FRONTE ALLA RAPPRESENTANZA DELLA COMMISSIONE EUROPEA DI MILANO PER FERMARE LE TORTURE

Il Coordinamento “Fermiamo Harlan” con le associazioni "Gaia Onlus", "Animalisti Italiani Onlus" e la collaborazione dell'associazione internazionale People For The Ethical Treatment of  Animals, indicono un presidio di fronte la rappresentanza decentrata della Commissione Europea di Milano. L’iniziativa è organizzata per chiedere l’abolizione della inutile pratica della vivisezione e degli esperimenti sugli animali in Italia e in Europa e per contestare la nuova Direttiva comunitaria in materia.

Le Associazioni insceneranno coreografie e scenografie per dimostrare la crudeltà inutile della vivisezione, oggi ancora praticata per consentire e incentivare il business delle multinazionali chimico-farmaceutiche e degli allevamenti di animali da laboratorio.

Gli esponenti delle Associazioni promotrici hanno chiesto alla rappresentanza della Commissione un incontro per illustrare le proprie richieste e ragioni.

Al presidio sono invitati anche i cittadini in compagnia dei propri amici animali, per mostrare dal vivo le prime vittime degli esperimenti sadici e crudeli.

Info: tel. 02.86463111

loghinoIMMERSI NELLA FONTANA DEL CASTELLO SFORZESCO (MILANO)
IN REGALO BOTTIGLIE DI VETRO PER DIRE STOP ALLA PLASTICA E AL PETROLIO

Un brindisi ferragostano molto particolare, quello organizzato da Gaia Onlus e Amici della Terra venerdi 13 agosto ore 12 nei pressi della fontana in Piazza Castello a Milano. Un brindisi con acqua frizzante, anche per chiedere al Comune di Milano di riattivare le fontanelle di acqua chiuse nei mesi scorsi.

Le soubrette Lubamba, Chantale e Sylvie, s’immergeranno, come due succinte veneri nere, nella fontana e brinderanno con acqua pubblica e di rete, frizzante e refrigerata. Silvie Lubamba, in passato, è stata testimonial della campagna ambientalista per salvare dalla distruzione le foreste del Congo e del Gabon. All’iniziativa saranno presenti anche Stefano Apuzzo, presidente di Amici della Terra Lombardia e Edgar Meyer di Gaia Onlus, che distribuiranno a passanti e turisti bottiglie e brocche di vetro colme di acqua refrigerata, frizzante e naturale della rete pubblica.

L’iniziativa, indetta nel periodo più caldo e asciutto dell’anno”, affermano Apuzzo e Meyer, “è indetta per ribadire quanto sia preziosa la RISORSA ACQUA e per ricordare che l’acqua (pubblica) che sgorga dai rubinetti è buona, sicura e controllata, non inquina perché non è imbottigliata nella plastica e non contribuisce al riscaldamento globale, di cui in questi giorni d’agosto, notiamo le drammatiche conseguenze in tutta Europa”.

loghinoINIZIATIVA SIMBOLICA CONTRO LA MAREA NERA. “LONTANI DAL MEDITERRANEO! GOLFO DELLA SIRTE MAI COME IL GOLFO DEL MESSICO”

Dei 60 mila barili al giorno che fuoriescono dalla piattaforma della BP nel mare tropicale del Golfo del Messico, almeno qualche barile sarà “restituito” al colosso inglese dagli ambientalisti di Amici della Terra e da Gaia Onlus. E’ prevista per domani, martedi, 27 luglio 2010, alle ore 11.30 nei pressi della Metropolitana di Bonola, una iniziativa simbolica di protesta per denunciare il comportamento criminale e negligente della BP.

Gli ambientalisti insceneranno la protesta presso un distributore della BP
. Il disastro ambientale che prosegue nel Golfo del Messico e che ha già ucciso milioni di animali, pesci e distrutto la biodiversità e l’economia della zona, è causato dall’avidità dei responsabili della British Petroleoum, i quali erano a conoscenza delle falle nei sistemi di sicurezza, i quali continuano a dimostrare la propria incapacità nel fermare lo sversamento in mare del petrolio. “Gli stessi signori responsabili del disastro nel Golfo del Messico”, affermano Stefano Apuzzo e Edgar Meyer, Presidenti di Amici della terra Lombardia e di Gaia Onlus, “adesso hanno anche l’autorizzazione a perforare sotto i mari nel Golfo della Sirte, di fronte la Libia, nel Mar Mediterraneo a due passi dalle coste italiane. Chiederemo al Governo italiano e all’Europa di intervenire per fermare i serial killer dei mari”.

Il Mediterraneo non è un mare qualsiasi; pur rappresentando solo l'1% della superficie dei mari del mondo, presenta un concentrato di biodiversità, di ambienti e di paesaggi introvabile altrove”, ha affermato il presidente onorario del Wwf Italia Fulco Pratesi.

In pieno disastro ecologico e dopo che sono venuti a galla non solo i milioni di barili di petrolio della BP ma anche le bugie, le manipolazioni e l’inadeguatezza della dirigenza BP, ammonta a 10 miliardi di dollari il monte profitti per il 2010 annunciato dall’Amministratore delegato del colosso petrolifero inglese, Tony Hayward”, afferma l’ex parlamentare Stefano Apuzzo, che aggiunge “questi criminali dell’ambiente non possono e non devono passarla liscia. Lanciamo il boicottaggio europeo e italiano della BP per costringerli a stare alla larga dalle nostre coste e fuori dal Mediterraneo!”.

I retroscena delle autorizzazioni per perforare nel Golfo della Sirte (accordo siglato con la Libia nel 2007), ad una profondità maggiore – e quindi con più criticità che nel Golfo del Messico – sono noti. Il gruppo petrolifero britannico, al centro delle polemiche per il ruolo svolto per la liberazione del libico Abdelbaset al-Megrahi, condannato per la strage di Lockerbie, è accusato di avere esercitato pressioni sulle autorità britanniche per ottenere la liberazione dello stesso Megrahi in cambio del contratto di esplorazione di idrocarburi al largo della Libia, nel cuore del Mediterraneo.

All’iniziativa parteciperanno anche gli esponenti di Class Onlus e di Alleanza Ecologica per l’Italia.