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nebbia giorgio
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La parola "ecologia" e l'aggettivo "ecologica/o" vengono spesso appiccicati a qualsiasi cosa si voglia rendere accattivante, dimenticando che l'ecologia, la "economia della natura", è la scienza che si occupa dei rapporti che legano gli esseri viventi --- e fra questi gli esseri umani --- al mondo circostante e agli altri viventi; dal mondo circostante gli esseri viventi traggono i materiali per la propria vita (nel caso degli umani anche le materie prime per le attività produttive economiche) e nel mondo circostante rigettano le proprie scorie.
Dal momento che il territorio e le materie necessari per la vita sono disponibili in quantità limitate, le popolazioni si appropriano dello spazio e dei beni materiali con forme spesso conflittuali, squisitamente "politiche".
Le "leggi" sui conflitti fra popolazioni si devono a tre o quattro persone vissute nel quindicennio 1925-1940, l'"età dell'oro" dell'ecologia, una gara fra giganti, padroni della matematica e dell'ecologia, e il primo ad arrivare fu un americano, Alfred Lotka (1880-1949). Nato a Leopoli (Lvov), nell'attuale Ucraina, aveva studiato in Francia e Germania e si era laureato in chimica (e questo spiega molte cose) e in fisica a ventun anni nell'Università di Birmingham, in Inghilterra; era poi passato a Lipsia dove insegnava Ostwald, il grande fisico che suggerì che l'energia era il concetto centrale e unificante dei fenomeni sia fisici sia biologici. L'idea di una visione unitaria dei fatti fisici e biologici non lasciò più Lotka che, dopo aver lavorato come chimico e come fisico negli Stati uniti, dove si era trasferito, ottenne nel 1922 una borsa di studio all'Università di Baltimora dove dedicò i due anni successivi a scrivere il suo libro fondamentale, "Elements of physical biology", pubblicato nel 1925, ristampato nel 1956 col titolo: "Elements of mathematical biology" e oggi esaurito.
Il libro fu un insuccesso commerciale (dopo quindici anni ne erano state vendute poco più di mille copie) e Lotka per vivere andò a lavorare come attuario alla Metropolitan Life Insurance, una compagnia di assicurazioni. Eppure il contributo di Lotka alla biologia e all'ecologia è stato fondamentale.
Egli ha, per esempio, per primo, descritto che cosa succede se, nello stesso territorio più popolazioni si contendono lo stesso cibo e lo stesso spazio, un fenomeno molto diffuso in natura. Alcune specie si nutrono di altre; le volpi sono predatori e si nutrono dei conigli che sono le loro prede; i pesci predatori si nutrono dei pesci più piccoli.
Lotka elaborò una teoria delle interazioni fra popolazioni in una forma matematica che spiegava quello che gli zoologi avevano osservato da tempo. Nel caso delle volpi e dei conigli, fino a quando le prede sono numerose, i predatori hanno cibo abbondante, ma a furia di mangiare conigli, le volpi si trovano ad avere poco cibo e il loro numero diminuisce. Col diminuire del numero dei predatori gli animali preda si fanno più coraggio e aumentano di numero; a questo punto i predatori si accorgono che è aumentato il cibo disponibile e aumentano di nuovo di numero, con oscillazioni che le equazioni matematiche ben descrivono. Il fenomeno è applicato per esempio, per distruggere i parassiti delle colture agricole immettendo nell'ambiente delle specie predatrici, una pratica usata nell'agricoltura cosiddetta "biologica", al posto dell'uso dei pesticidi "chimici".
Lotka estese poi la trattazione matematica allo studio della concorrenza fra popolazioni. Immaginate gli animali di due differenti specie che si nutrono dello stesso cibo e occupano lo stesso territorio: cibo e spazio limitati. Possono succedere vari casi: le due popolazioni convivono anche se il numero degli individui di ciascuna specie resta inferiore a quello che si sarebbe avuto se ciascuna fosse stata da sola.
Oppure una delle due popolazioni è dotata di spirito aggressivo e cerca di catturare più spazio e cibo che viene a scarseggiare per l'altra popolazione. In questo caso o aumenta la popolazione della specie più aggressiva e diminuiscono gli altri, fino a raggiungere un equilibrio di convivenza (alla popolazione più aggressiva fa comodo avere una popolazione residua della specie più debole), o la popolazione più debole si annulla.
A Lotka, fra l'altro, va il merito di avere riconosciuto le analogie fra fenomeni ecologici e fenomeni economici. In uno dei suoi lavori Lotka mise in evidenza che i problemi di concorrenza fra popolazioni di esseri viventi si osservano anche fra le popolazioni di merci; un mercato è un territorio di dimensioni limitate che può accogliere una massa di merci non infinita.
Si pensi al caso degli elettrodomestici: una famiglia può avere un frigorifero o anche due frigoriferi, o anche tre, ma se decidesse di possedere dieci frigoriferi dovrebbe metterli anche nella camera da letto e andare a dormire in strada; per sopravvivere un imprenditore "deve" produrre nuovi modelli e deve inventare strumenti psicologici per indurre gli acquirenti a cambiare i modelli, o deve ottenere incentivi fiscali per indurre i consumatori a gettare via il vecchio frigorifero e a comprarne un altro; il nuovo modello invade il mercato del precedente, ma anche alle forme di concorrenza fra merci c'è un limite.
A chi deve fare scelte di politica economica e previsioni industriali e commerciali mi permetto rispettosamente di suggerire di leggere il libro e gli scritti del vecchio Lotka.