Fido non si fida.

LA RIVOLTA DEI GOURMET A QUATTROZAMPE, CANI E GATTI IN PIAZZA CONTRO FRODI ALIMENTARI E VELENI NELLA CIOTOLA

A fine febbraio nei giardini di Palestro a Milano, cani, gatti e rispettivi accompagnatori sono scesi in piazza per uno "sciopero della ciotola", contro le sofisticazioni alimentari della pappa di Fido e Micia.

"Basta veleni nella scatoletta" e "via le frattaglie dalla ciotola" gli slogan piu' gettonati dei manifestanti a quattrozampe, che hanno organizzato un festoso picnic a base di polpette e crocchette biologiche. L'occasione della protesta per il cibo sano e sicuro nelle ciotole di cani e gatti e' data dalla presentazione del libro "Fido non si fida - difendersi da scatoletta pazza", un documentato atto d'accusa contro l'industria alimentare per animali domestici che rifila ai nostri amati beniamini ogni sorta di porcheria: dagli scarti dei macelli agli olii esausti, dai cereali ammuffiti alle ossa tritate, il tutto condito con coloranti, conservanti, antiossidanti ed additivi chimici.

Il libro inchiesta, edito da Stampa Alternativa in questi giorni in libreria, e' stato scritto da Stefano Apuzzo ed Edgar Meyer, giornalisti e combattivi esponenti dell'associazione Gaia, animali & ambiente (www.gaiaitliitalia.it) di Milano. "Al cane ed al gatto cosa importa se la crocchetta e' verde, rossa o gialla?", affermano gli autori, "eppure le multinazionali del pet-food non rinunciano ad un veleno pur di vendere".

Ai giornalisti e' stata consegnata copia del libro ed una scheda che illustra la posizione dell'Assalzoo, l'associazione dei produttori di mangimi per animali domestici (rappresentanti delle multinazionali del pet-food). Saranno presenti cani e gatti alimentati da anni dai propri tutori solo con alimenti biologici. Informazioni: 348.0943270 - 339.2742285 - 02.96463111

FIDO NON SI FIDA (Stampa Alternativa, €9,30), un abstract del libro di Stefano Apuzzo e Edgar Meyer.

Un mercato sterminato ancora da conquistare: i cibi industriali per cani e gatti.
Il mercato degli animali, in Italia, e' in forte espansione. Per fortuna il nostro paese mantiene viva l'usanza di alimentare gli animali domestici con cibi preparati in casa o con avanzi di cucina. Tant'e' che il 50% dei proprietari di animali domestici, cani e gatti, non ha mai aperto una scatoletta. La percentuale di penetrazione del mercato dei mangimi, nei prossimi anni, e' destinata a incrementarsi. Il mercato da spartirsi fattura circa 2.000 miliardi di lire l'anno.

Per questo le multinazionali di cibo industriale per cani e gatti non risparmieranno campagne pubblicitarie aggressive, promozioni, fusioni ed acquisizioni, elargizioni ad associazioni di zoofili, cinofili, veterinari e riviste specializzate.

I principali parametri per la produzione sono due: il profitto dei produttori e il risparmio dei consumatori. La salute e' in secondo piano.

Dalle domande, dalla trasparenza, dalla garanzia che esigeranno i consumatori dipendera', in parte, la qualita' che i produttori offriranno.

Ecco una manciata di cifre; possono far intendere meglio le proporzioni del mercato alimentare per cani e gatti:

8.500.000 famiglie con animali d'affezione in Italia (circa 25.500.000 persone: il 45% della popolazione italiana).

30.000.000 di animali di affezione in Italia (tra cui 12.000.000 di uccelli e 5.500.000 pesci).

178.000.000 animali di affezione in Europa.

4.500.000 famiglie con cani in Italia (circa 13.500.000 persone).

5.800.000 presunti, 4.100.000 censiti, di cani con proprietario, in Italia.

6.600.000 gatti con proprietario, in Italia.

2.000 miliardi di lire di fatturato dei pet-food. 5 - 8% di crescita annua delle vendite di petfoods in Italia. 2.000 miliardi di lire l'anno di spesa in Italia per animali d'affezione, pet-food ed altro. 203 miliardi di lire, la spesa, in Italia, per curare animali da compagnia. 5,8%, il tasso di crescita nel 1999 del mercato del pet-food in Italia, mentre negli anni precedenti si era attestato tra il 5 e l'8%. Il 66% del mercato e' detenuto dai principali produttori e importatori (Friskies, Purina Italia, Alpo, Fancy Feast, Mighty Dog della Nestle', Dolma, Royal Canin, Pedigree, Sheba, Kal Kan, Mealtime del Gruppo Mars), seguiti da altre multinazionali della grande distribuzione e su quello specializzato (Hill's Pet Nutrition, IAMS Eukanuba della Procter & Gamble - Colgate Palmolive), e da alcuni produttori italiani (Palmera, Morando, Giuntini). Sul mercato si fanno spazio anche la Heinz (Lives, Amore, Gravy Train, Kibbles and Bits, Recipe, Vets) e Nutro.

Il numero degli animali da compagnia cresce visibilmente in tutti i paesi sviluppati, Italia inclusa, raggiungendo tassi di crescita annua del 10%. Nel nostro paese domina le classifiche il gatto, grazie anche alle minori esigenze di cure e presenza umana rispetto al cane. Il 20% dei proprietari di gatti usa regolarmente cibi confezionati. I 2/3 del mercato sono coperti dai cibi umidi, mentre la restante quota e' coperta dai cibi secchi.

In Gran Bretagna e negli Stati Uniti la penetrazione del pet-food ha raggiunto da tempo il 90-95%. Se negli Stati Uniti l'industria di mangimi per animali domestici frutta 11 miliardi di dollari all'anno (altrettanti ne vengono spesi per accessori), in Italia il mercato degli alimenti per cani e gatti e' ancora lontano dalla saturazione.

Nell'alimentazione umana, gli scandali e le ricorrenti frodi alimentari (mucca pazza, polli e maiali alla diossina, farine animali vietate e poi somministrate) hanno indirizzato una quota crescente di consumatori verso prodotti garantiti, tipici, di alta qualita' e biologici.

In Italia il biologico non e' piu' una nicchia di mercato, bensi' un vero e proprio segmento, con oltre 50.000 aziende, un milione di ettari coltivati, oltre 2.000 miliardi di lire di fatturato annuo con una crescita annua del 25% e incentivi alle mense biologiche previsti nella Legge Finanziaria ní 489 del 23 dicembre 1999. Nel settore del pet-food si segnalano i primi preparati biologici per cani e gatti.

Questi sono i piu' usati intensificatori di appetibilita' per rendere appetibili i cibi industriali per cani e gatti: Digest Lisina a T Olio/polvere di cipolla Aglio, olio/polvere di aglio Acido fosforico Acido cloridrico Saccarosio, destrosio, melassa di canna Spezie Lievito acidificato Glutammato monosodico (dannoso alla salute, puo' provocare crisi d'asma) Additivi sintetici o chimici nella scatoletta. Questi gli additivi nei mangimi trattati: Antisolidificatori Antimicrobici Antiossidanti Coloranti Agenti indurenti Essiccanti Emulsionanti Agenti rassodanti Intensificatori di sapore Agenti per trattare la farina Aiuti per formulazione Umettanti Fermenti Lubrificanti Dolcificanti non nutritivi Dolcificanti nutritivi Agenti ossidanti e riducenti Agenti per il controllo del pH Aiuti per il trattamento Sequestranti Solventi Stabilizzatori, addensatori Tensioattivi Agenti di rifinitura della superficie

Ecco cosa dicono alcuni veterinari. "Da quando mi sono laureato in veterinaria nel 1965, ho notato un deterioramento generale nella salute degli animali domestici. Sono convinto che gli additivi chimici nel mangime per animali domestici siano la causa numero uno di tale declino." Richard Pitcaim, veterinario, USA. "Quando vennero fuori i cibi umidi, immaginammo che dovessero avere conservanti molto forti dato che non necessitavano di refrigerazione. Molti, infatti, usano la formalina (utilizzata anche per conservare i cadaveri, NdA). La formalina e' un conservante talmente buono che gli imprenditori ne usano tanta." Thomas A.Chew Newland, veterinario, USA. "Ogni qualvolta un animale domestico mangia una ciotola di alimento per cani ad alto contenuto di zuccheri, viene portato di quel tanto piu' vicino al diabete, al sovrappeso, al nervosismo, alla cataratta, all'allergia e alla morte." R. Geoffrey Broderick, veterinario, USA Fegato Il fegato di vitello e' tra i piu' malsani, viene reso anemico al fine di produrre la carne bianca che tanto attira le massaie sprovvedute. Essendo piu' esposto ad infezioni e patologie, finisce imbottito di antibiotici e farmaci. Proprio il vitello, e i bovini in generale, sono tra gli animali di allevamento maggiormente sottoposti alle pratiche dopanti, con l'uso illegale di ormoni della crescita, ormoni sessuali, estrogeni, clenbuterolo e miscele chimiche. Ad un animale di allevamento vengono normalmente somministrati ormoni, antibiotici, fattori di crescita, betabloccanti, ritardanti tiroidei, psicofarmaci, pesticidi (assimilati con i mangimi). Una delle tante versioni e qualita' di diossine, fuori legge da pochi anni, ma ormai entrate prepotentemente nella catena alimentare, le ritroviamo nei grassi, nel fegato, nelle uova e nel latte. I poli-cloro-bifenili (o bifenili policlorurati) sono tra le sostanze piu' inquinanti e pericolose per l'ambiente e la salute umana. Idrocarburi aromatici contenenti cloro sono molto impiegati dall'industria per la forte resistenza all'attacco acido e basico. Generalmente vengono, o meglio venivano, impiegati come isolanti elettrici ed in molti trasformatori e condensatori con quantita' tra i 30 ed i 90 grammi ad unita'. Per comprendere quanto siano invasivi e persistenti i bifenili (nelle formule di PCB e di PBB, bifenili polibromurati) basta ricordare che la loro presenza e' stata riscontrata persino nelle foche artiche. Queste sostanze si accumulano nei tessuti adiposi degli animali e degli uomini in quantita' fino a 70 volte superiori a quelle considerate pericolose. Una volta entrate nella catena alimentare non ne escono piu': il ciclo di espulsione non e' calcolabile.

Scegliendo il pesce per gli animali domestici la maggior garanzia e' data dai piccoli pesci del Mediterraneo. Piu' freschi di altri, certamente non di allevamento e, in quanto piccoli, con minor accumulo di sostanze velenose e diossine. Alla larga dai salmoni: sono imbottiti di diossine, tanto che con l'approvazione di nuove norme europee sui limiti ammissibili la maggior parte sarebbero fuorilegge. Nel dicembre 2000 l'ente danese di tutela dei consumatori ha rilevato quantita' oltre i limiti di diossine nei salmoni d'allevamento. La notizia e' rimbalzata in Italia grazie al Consiglio Nazionale Consumatori e Utenti ed al mensile Altroconsumo. Il rischio principale per il pesce e' l'accumulo di metilmercurio nella parte superiore del dorso, vicino alla testa.

Le farine di pesce sono prodotte con scarti dell'industria ittica, cioe', prima di tutto, teste, lische, squame, interiora. Nei pesci del Mediterraneo, tonni e pesce spada, ma anche lucci, sarde americane e sogliole, e' stata trovata una concentrazione di metilmercurio superiore a 1200 ng/Kg. Le pinne e la carne di squalo, di cui l'Italia e' il primo importatore europeo, hanno quantita' di mercurio 40 volte superiori alla percentuale considerata pericolosa per l'uomo. Il consumo di 200 grammi di pesce contenente 500 ng di mercurio/Kg comporta l'assorbimento di 100 ng di mercurio, la meta' della dose settimanale tollerabile provvisoria definita per gli umani dall'OMS, Organizzazione Mondiale della Sanita'. Il mercurio e' usato dall'industria per relais, interruttori, termostati, sensori, circuiti stampati, lampade, telefonini e apparecchi medicali. Ogni anno nel mondo vengono rilasciate nell'ambiente circa 3.000 tonnellate di mercurio.

Nei pesci si accumulano anche i bifenili polibromurati (PBB). I PBB e i PBDE fanno parte della stessa grande famiglia delle diossine, dei PCB e del DDT , da decenni vietato e tutt'ora in circolazione nella catena alimentare! A maggior rischio i pesci del Mar Baltico, dove sono state registrate le concentrazioni piu' elevate di PBB e PBDE. I PBDE sono ritardanti di fiamma usati nelle apparecchiature elettriche, elettroniche e nelle plastiche. Il cadmio ingerito dai pesci provoca agli animali carenza di calcio e bassa presenza di emoglobina nel sangue. Nei mammiferi provoca anemia, pessimo stato del pelo, lesioni a fegato e reni. Gli abitanti dei paesi industrializzati risentono di alte concentrazioni di cadmio. I pesci che vivono nei mari industrializzati risentono, ovviamente, come e piu' degli uomini, di questa presenza velenosa. Il cadmio porta alla demineralizzazione dello scheletro, fragilita' e rischio di fratture ossee, danneggiamento grave dei reni. Negli allevamenti ittici ai pesci vengono somministrate grandi quantita' di antibiotici e preparati farmacologici al fine di impedire epidemie causate dal sovraffollamento.

Anche nei pesci le pratiche dopanti, con l'impiego di ormoni della crescita, possono accelerare la crescita del 50%. Trote, branzini e orate in vendita nei supermercati e nelle pescherie provengono quasi esclusivamente dagli allevamenti ittici, nei 2/3 dei quali sono state riscontrate irregolarita'. In alcuni allevamenti del sud est asiatico sono diffusissime pratiche di allevamento del pesce con grandi quantita' di cloro nell'acqua. La candeggina viene usata anche per sbiancare le carni del pesce. Ancora in Asia sono diffuse le pratiche di pesca con sostanze chimiche paralizzanti e veleni. Da anni le associazioni dei consumatori chiedono l'etichetta per il pesce che identifichi in modo chiaro la provenienza ed il luogo in cui e' stato pescato o allevato e confezionato o surgelato.

Mucche, cani e gatti pazzi Scoperto in Svizzera il primo caso di encefalopatia spongiforme felina. Dopo i bovini anche i felini. Il morbo della mucca pazza contagia pure i gatti. Il primo caso di encefalopatia spongiforme felina (FSE), in Svizzera e' stato diagnosticato qualche giorno fa nel Canton Vaud. La malattia ha colpito un gatto di sei anni che da diverso tempo mostrava disturbi del sistema nervoso centrale e per questo e' stato ucciso. Le analisi condotte nei laboratori dell'Universita' di Berna hanno confermato che si trattava di FSE. Nel darne notizia, l'Ufficio federale di veterinaria precisa che la malattia della "mucca pazza" e' trasmissibile anche tra i felini, ma al momento non presenta alcun pericolo per l'uomo. Il primo caso di FSE e' stato individuato nel 1990 in Gran Bretagna, dove sono stati censiti una novantina di gatti affetti da FSE. Nel 1996 sono stati accertati altri casi in Norvegia ed in Liechtenstein. La variante felina della BSE e' stata riscontrata anche in leoni, tigri e puma alimentati negli zoo con carne cruda.

Produttori silenziosi Nel 2001 GAIA, anche su richiesta di alcuni soci, invia una raccomandata a tutti i principali produttori di alimenti industriali per cani e gatti e ai loro uffici commerciali italiani. L'Associazione chiede alle industrie informazioni utili a comprendere la sicurezza e la qualita' dei loro prodotti. Nessuna delle grandi aziende di mangimi risponde al questionario. Alcuni produttori e distributori rinviano all'ufficio stampa dell'Assalzoo, l'associazione dei produttori di mangimi che, in piena emergenza Mucca pazza, ha diffuso comunicati rasserenanti. Dalle aziende e dalle multinazionali che producono e importano mangimi industriali per cani e gatti non e' arrivata nessuna informazione. Alla richiesta di conoscere la qualita' e provenienza delle materie prime e sui trattamenti di produzione non e' arrivata risposta. Ai consumatori sprovveduti, invece, le aziende rifilano comunicati amorfi che pero' trovano ampio risalto sulle cosiddette "riviste specializzate" e sui media di settore. Esistono delle Associazioni "zoofile" e "animaliste" ed Associazioni di "medici veterinari" e per il "benessere degli animali domestici" create e mantenute con i soldi dei fabbricanti di mangimi industriali.

Scatoletta sospetta Gli ingredienti dei cibi umidi, secchi e semi-umidi sono simili, sebbene le proporzioni di proteine, grassi e fibre possano variare. Una lattina di cibo ordinario per gatti dovrebbe avere il 45-50% di sottoprodotti di carne, pollame o pesce. La principale differenza tra i cibi e' la percentuale di acqua. Di acqua e' composto il 50 - 60% del contenuto delle scatolette di cibi umidi per cani e gatti. Sia nei cibi umidi sia in quelli secchi in scatola gli ingredienti sono quasi sempre macinati e miscelati con gli additivi. Sono richiesti i bocconi? Uno speciale estrusore li forma. A questo punto la miscela e' cotta ed inscatolata. Le lattine sigillate sono posizionate in appositi contenitori e sterilizzate. Cerchiamo in etichetta informazioni sul processo di cottura del prodotto e sulla composizione nutrizionale attraverso i singoli elementi. Quest'ultima dovrebbe essere valutata e misurata dopo e non prima della cottura. Molti alimenti per cani sono cotti a temperature elevate per sterilizzare gli ingredienti di scarto ed i sottoprodotti. Questo trattamento distrugge il valore nutritivo. Le vitamine e gli amminoacidi, essenziali per la salute, sono particolarmente sensibili al calore. Le vitamine e i probiotici non sono esposti al calore, essi sono aggiunti solo dopo la cottura. I cereali hanno una parte importante nei mangimi per animali. Sono la fonte di calorie per l'attivita' quotidiana dell'animale. e' bene accertarsi che i cereali nel cibo degli animali siano stati selezionati per uso umano. Cereali ammuffiti e scarti di produzione sono piu' convenienti per il produttore, possono pero' causare micotossicosi, una malattia potenzialmente mortale. I cereali dovrebbero apparire come "interi". Le "bucce", invece, i "macinati" e "sottoprodotti", non sono che lo scarto dell'industria alimentare umana che ne ha gia' utilizzato le parti nutritive. Molti veterinari sostengono che il 30% dei cani soffre di allergie legate al cibo. Queste allergie provocano spesso seri fastidi alla base della coda ed alle ghiandole perianali influendo negativamente anche la fertilita', o portando a leccamento delle zampe e problemi alle orecchie. Se il cane manifesta uno di questi sintomi e' necessario verificare i componenti del cibo, leggendo attentamente l'etichetta. Statisticamente gli alimenti maggiormente responsabili di allergie sono frumento, soia e granturco. L'industria alimentare per animali da compagnia prospera sugli avanzi dei processi di ripulitura della carne per consumo umano. Prassi comune per prevenire ulteriore deterioramento e' conservare grassi gia' rancidi con soluzioni chimiche quali idrossianisolo, butilato/idrossitoluene butilato (BHT) e etossi-diidro-trimetilchinolina. Sono questi grassi, contenuti in molti prodotti secchi ed in scatola, che esalano odori sgradevoli quando apriamo la confezione: forniscono gli olii essenziali per la cura del manto e della cute e insaporiscono gli alimenti industriali. I grassi rancidi e ricchi di conservanti sono molto difficili da digerire e possono causare gravi problemi di salute. Disordini digestivi, in particolare vomito di bile o cibo, diarrea, gas e respiro affannoso, sono alcuni degli effetti piu' visibili. Se somministrate ai cuccioli, queste sostanze possono causare problemi cronici di digestione e assimilazione. Negli ultimi anni la principale componente dei grassi per alimentazione animale e' il grasso avanzato dalla ristorazione umana. Solitamente e' conservato all'aperto per settimane ed esposto a temperature estreme con nessun riguardo per il suo futuro impiego. I cosiddetti "mescolatori" lo ritirano e lo mescolano, con altri tipi di grasso, lo stabilizzano con potenti antiossidanti per ritardare ulteriore deterioramento e quindi lo vendono a industrie di mangimi per animali domestici. Questi grassi sono spruzzati direttamente su grani grossi essiccati o palline estruse per rendere appetibile un prodotto altrimenti indifferente o disgustoso. Il grasso agisce anche da agente coagulante, al quale i produttori aggiungono altri intensificatori di gusto come i digest. Gli studiosi di alimentazione per animali domestici hanno scoperto che gli animali amano il sapore di questi grassi spruzzati. Spesso si ignora che l'eccesso di alimentazione grassa causa danni, anche gravi, al fegato dei cani ed all'attivita' epatica.

Ciotola transgenica. La soia e' un ingrediente comune, talvolta impiegato come proteina e fonte di energia nei mangimi per animali da compagnia, soprattutto per i cani vegetariani, per i quali costituisce un'insostituibile fonte di proteine vegetali. I produttori la impiegano anche per aggiungere massa: quando un animale mangia un prodotto contenente soia si sentira' piu' sazio. Questo legume e' di difficile digestione e assimilazione, soprattutto per i cani ai quali manca l'amminoacido adatto, e puo' causare un accumulo di gas nel tratto digestivo con conseguente meteorismo. Oltre il 60% della soia commercializzata in Europa e' di origine transgenica, manipolata geneticamente. Massima allerta per la soia proveniente dagli Stati Uniti, dalla Cina e dalla Spagna. La Cina, infatti, ha spalancato le porte alle produzioni ed al commercio di prodotti agricoli modificati geneticamente. Le multinazionali premono affinche' i prodotti geneticamente modificati, ottenuti con esperimenti in laboratorio, siano coltivati e diffusi in tutto il mondo, senza restrizioni, in libero campo, senza etichettatura specifica.

Agente Orange nelle scatolette? Pesticida o conservante? Troviamo intere campagne pubblicitarie di cibi industriali che puntano esclusivamente sulla semplicita' del dosaggio e della somministrazione. Tipo: basta una volta al giorno, pasto completo, senza bisogno di cucinare, basta aprire una scatola o una scatoletta. I proprietari di cani e gatti sono molto sensibili a richiami del "subito pronto", del pacco scorta da mettere in dispensa certi di economizzare, e spesso non s'interrogano sui contenuti. I grassi, negli alimenti per animali da compagnia, contengono conservanti sintetici o naturali e cioe': l'etossi-diidro-trimetilchinolina, l'idrossianisolo butilato e l'idrossitoluene butilato. Questi conservanti sono largamente impiegati non solo per preservare i grassi ma anche per stabilizzare l'intero prodotto. I conservanti sintetici includono idrossianisolo butilato e idrossitoluene butilato, gallato di propile, propilenglicole, anche usato come versione meno tossica di antigelo, e etossi-diidro-trimetilchinolina. Per questi antiossidanti vi e' scarsa informazione circa la tossicita', sicurezza o uso cronico in mangimi per animali domestici. Il conservante etossi-diidro-trimetilchinolina, introdotto negli anni '50 come stabilizzatore della gomma ed erbicida, molto simile all'Agente Arancio, era un defoliante impiegato dagli americani nella guerra del Vietnam.

Crocchette e torture Non solo farmaci, coloranti, cosmetici e prodotti chimici. Su cani e gatti l'industria sperimenta gli stessi cibi a loro destinati. Sono stati denunciati dal "Sunday Express" esperimenti di laboratorio per conto della IAMS (proprieta' della multinazionale Procter & Gamble e responsabile del marchio Eukanuba) su cani e gatti, alcuni dei quali sono stati mutilati ed uccisi. Nessuno puo' dire con esattezza se gli esperimenti condotti tra il 1991 ed il 2000 proseguano o meno. Il "Sunday Express" riferisce: "a ventiquattro cani e' stato asportato il rene destro e il sinistro e' stato parzialmente danneggiato per studiare come le proteine agiscono su cani colpiti da danni renali. Otto cani sono stati uccisi per analizzare i tessuti renali. I cani con evidenti segni di malattia non venivano curati perche' cio' avrebbe inficiato la natura degli esperimenti". A ventiquattro cani, adulti, giovani e femmine gravide, e' stato indotto un danno renale acuto: si e' proceduto incidendo l'addome, rimuovendo un rene e distruggendo il 75% del rene superstite, riducendo l'apporto di sangue necessario, lasciando gli animali con un ottavo della normale funzionalita' renale. Come e' noto, i danni renali causano diverse dolorose conseguenze. Il rene impossibilitato a svolgere il normale filtraggio del sangue dalle sostanze nocive e dalle tossine porta all'avvelenamento dell'animale. Sono stati studiati cani sofferenti con seri danni renali per quattordici mesi. Ai cani che si disidratavano venivano reimmessi fluidi senza altro trattamento. Quattro cani sono stati soppressi durante l'esperimento.

Zucchero amaro Zucchero di polpa di barbabietola, saccarosio (zucchero da tavola), sciroppo di granoturco (un derivato dell'amido di granoturco) e melassa sono i dolcificanti piu' utilizzati nell'industria alimentare per animali da compagnia. I produttori di mangimi per gatti li usano per indurli a mangiare cibi secchi. Per loro natura i gatti li eviterebbero, preferendo carne fresca. Lo sciroppo di granoturco e' anche conosciuto e approvato come un efficace "umettante e plastificante", ovvero come ingrediente che da' al prodotto umidita' e flessibilita'. Questi ingredienti causano il caos negli animali domestici. Producono gli stessi alti e bassi dello zucchero da tavola sugli uomini, e un grande stress al pancreas e ai reni, condizioni che possono portare al diabete. Lo sciroppo di granoturco diluisce altri nutrienti vitali nella dieta fornendo calorie vuote prive di vitamine, minerali, proteine o grassi, e puo' anche sovrastimolare la produzione di insulina e succhi digestivi acidi.

Micotossine e Aflatossine. Nel 1995 l'americana Nature's Recipe ritiro' migliaia di tonnellate di cibo per cani dagli scaffali in seguito alle proteste dei consumatori che avevano osservato i propri cani vomitare e perdere appetito. Il problema era originato da un fungo che produce vomitossina, una variante di aflatossina, che contaminava il frumento. Nel 1999 un'altra tossina fungosa causo' il ritiro del cibo per cani prodotto da Doane Pet e altri 53 marchi. Quella volta la tossina uccise 25 cani.

Scatolette biologiche per cani e gatti. Number One Biological, mangime biologico per cani, distribuito da Eco& Biofood - Zoo G Srl di Reggio Emilia. Negli ingredienti troviamo: carne di pollo (minimo 25%), amido di riso, mais, pesce disidratato della Scandinavia, grasso di pollo, uova, estratto di proteine di pollo, olio di pesce. Con antiossidanti ammessi CEE. La percentuale di pollo presente e' buona, ma non sono offerte necessarie garanzie che si tratti di carne o scarti di pollo provenienti da zootecnia biologica certificata; non viene specificato se il grasso di pollo e' conservato con i fatidici antiossidanti chimici o con il tocoferolo, la naturale vitamina E (un responsabile della distribuzione sostiene questa seconda ipotesi). Per un mangime biologico e che si professa tale non e' bene che vengano impiegati gli "antiossidanti ammessi dalla CEE". Le prove sul campo hanno dimostrato, comunque, che i cani cosi' alimentati non presentano disturbi gastrointestinali e sporcano regolarmente. Maggior trasparenza e informazione ai clienti del biologico, sempre piu' esigenti della media dei consumatori, non guasterebbero.

Almo Nature Biologico, certificato da Animabio Setrab In commercio, soprattutto nei negozi specializzati, troviamo le scatolette di cibo umido biologico (i cosidetti bocconcini di carne) per cani e gatti. La ditta distributrice (il mangime e' prodotto in Francia), la Novavet di Genova, assicura sulle etichette: "mangime completo, composto unicamente da ingredienti provenienti al 100% da agricoltura biologica. Almo Nature non contiene ne' polifosfati, ne' conservanti, nessun appetizzante". Per i suoi prodotti Almo garantisce: "tonno pescato nell'Oceano, carne e pollo cresciuti liberi e liberi da ormoni, cotti a vapore e conservati nella stessa acqua di cottura senza conservanti". Si segnala l'alta percentuale (50 - 60 - 70%) dell'ingrediente principale. L'unico appunto e' l'ente certificatore francese: e' sempre preferibile un sito produttivo, cosi' come un certificatore, nazionale, piu' agevolmente verificabile dai consumatori, dagli ambientalisti e dagli animalisti. Solo la dicitura "tonno pescato nell'Oceano" appare un po' troppo generica. I sottoprodotti di carne e di pesce. "Sottoprodotti della carne", si legge spesso sulle etichette. In realta' e' un termine non appropriato perche' questi sottoprodotti contengono pochissima carne o non ne contengono affatto. Sono parti dell'animale avanzate dopo che la carne e' stata ritagliata dalla carcassa. Quelli del pollo includono la testa, le zampe, le interiora, i polmoni, la milza, i reni, il cervello, il fegato, lo stomaco, il naso, il sangue e l'intestino svuotati del loro contenuto. Le norme dicono che i sottoprodotti non possono includere carne malata o contaminata.

I consigli per una dieta sana del gatto e del cane in casa: le Alternative sane. Per il gatto: per tutelare la salute del gatto l'ideale sarebbe cucinare il suo pasto ogni giorno prevedendo ed alternando alcuni ingredienti fondamentali. Per risparmiare tempo si puo' anche cucinare una volta alla settimana o al mese e poi surgelare in freezer la "razione base" di alimento alla quale, una volta scongelata, saranno aggiunti gli ingredienti variabili, integratori e nutrienti a seconda della stagione, del fabbisogno e dell'eta' dell'animale. Ancor piu' sbrigativo acquistare alimenti secchi o umidi di origine biologica (ad esempio i croccantini) che si trovano in tutti i migliori negozi specializzati ed insaporirli, di volta in volta, arricchendoli con carne, pesce, olio vegetale (di semi o di oliva: meglio l'extravergine che contiene l'ottima vitamina E). Nel caso si scegliessero croccantini e cibo secco l'animale avra' maggior bisogno di acqua e liquidi. Il gatto e' essenzialmente carnivoro e la base della sua dieta deve essere costituita da carne o pesce, anche alternati. Il cucciolo, la gatta che allatta, il gatto giovane che fa vita piu' dinamica o all'aperto necessita di maggior apporto di chilocalorie e lipidi (grassi). Nella dieta quotidiana del gatto non devono mancare: una porzione di pasta o riso, pesce, carne, vegetali come carote, grassi animali come formaggio di qualita' non speziato (parmigiano o grana). Per le vitamine ricordiamo che il gatto le puo' assimilare, oltre che dagli ingredienti gia' citati, anche da: olio di fegato di merluzzo, carote, latte, uova (A); uova, latte (D); oli vegetali, germe di frumento (E); lievito di birra, fegato, verdure (B1, B2, B6); fegato, lievito (biotina); cereali, vegetali (acido folico). Andiamoci cauti con pasta e riso perche' vengono assimilati oltre il 90% e se la razione eccede l'animale diventa obeso. Pasta e riso, sia "bianchi" sia integrali da agricoltura biologica, costano praticamente come quelli "tradizionali" e si trovano nei supermercati. La taurina, che troviamo nella carne e nel pesce, e' importantissima per la salute del gatto, ma i processi di cottura o di conservazione rischiano di impoverirne il contenuto, come di altre sostanze. Nella cucina domestica e' consigliabile non cuocere molto a lungo carne e pesce.

Per il cane. Durante la settimana abbiamo generalmente piu' fretta e poca voglia di dedicarci ai fornelli. In questi casi possiamo acquistare cibo confezionato, secco o umido, biologico. Avremo cura di insaporire le crocchette con un cucchiaino di parmigiano grattugiato, con un filo di olio di semi di mais o di oliva, integrando almeno uno dei due pasti mescolando anche una razione di carne o di pesce. Gli alimenti biologici devono avere sulla confezione il marchio di certificazione biologica del prodotto o dei suoi ingredienti. In genere viene venduto come biologico del cibo "al pollo", in cui sono di provenienza biologica solo i cereali. Non facciamoci ingannare dalle diciture "naturale", "ecologico", "bio": non significano nulla se non c'e' il marchio di certificazione di prodotto biologico, rilasciato da un ente certificatore autorizzato. Il cibo secco biologico per il cane costa circa 10.000 lire al chilo; non e' poco, ma e' il prezzo di un qualsiasi cibo di marca usato da allevatori e proprietari che ritengono di dare al proprio cane "il meglio". Nell'alimentazione i soldi spesi in piu' per la qualita' e la certezza di provenienza biologica sono risparmiati sulle cure dal veterinario ed allungheranno, migliorandola, la vita dell'animale. Possiamo anche preparare, durante il tempo libero, delle razioni di cibo a base di riso, fiocchi di cereali, carne o pesce e poi surgelarle in porzioni singole per poi scongelarle quando servono. Scegliamo sempre pesce dei nostri mari, fresco o surgelato, possibilmente piccolo, per consumo umano. Purtroppo il pesce non puo' essere, per ora, certificato come biologico. Dovremo quindi accontentarci della qualita', freschezza e garanzia offerte al consumatore umano. Per la carne, acquistiamo tagli e qualita' per consumo umano, preferendo in inverno la carne rossa (manzo), in estate quella bianca (pollo, tacchino) o il pesce. Se decidiamo, saggiamente, di offrire al cane, una volta la settimana, della carne cruda, evitando qualsiasi rischio, acquistiamo carne biologica (proveniente da zootecnia biologica certificata ai sensi del Regolamento CE 1804/1999). Ogni tanto faranno un gran bene al cane: un uovo, fresco "da bere" o sodo, mescolato alla pappa, un cubetto di lievito di birra fresco, dei fermenti lattici vivi, che si trovano facilmente in commercio, anche in alcuni yogurt e simili. Ottimi i fiocchi di cereali (avena, orzo, altro), se di provenienza biologica, perche' nella crusca e all'esterno dei chicchi si depositano la maggior parte dei pesticidi e dei fertilizzanti chimici. Le verdure sono importantissime, per la fibra e per le vitamine. Cuociamo carote, zucchine o altre verdure per poi mescolarle nella ciotola, se non proprio ogni giorno, almeno a giorni alterni. Il cane ha una digestione molto lunga ed e', quasi sempre, ingordo; in piu' non mastica i bocconi che ingerisce. e' quindi bene dividergli i pasti in due occasioni quotidiane ad orari fissi (gettando sempre cio' che e' stato rifiutato) e non offrire mai spuntini e bocconi fuori pasto. Non diamo mai dolci al cane: lo zucchero in eccesso e' dannosissimo per la sua salute e per i denti. Se il cane e' inappetente, facciamolo camminare o correre di piu' (fara' bene anche alla digestione) e proviamo ad insaporire la ciotola con un pizzico di olio, di formaggio o con un bocconcino di carne cruda. Il cane non deve mai mangiare condito, quindi non pensiamo di dargli gli scarti della tavola, soprattutto paste con sugo, salsine, patatine fritte o altre porcherie simili. Gli avveleneremo il fegato e l'intestino. Abituiamo il cane a non accettare cibo dagli sconosciuti ed a non raccattare bocconi da terra: molti, troppi cani sono cosi' rimasti avvelenati.

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