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loghinoINIZIATIVA SIMBOLICA CONTRO LA MAREA NERA. “LONTANI DAL MEDITERRANEO! GOLFO DELLA SIRTE MAI COME IL GOLFO DEL MESSICO”

Dei 60 mila barili al giorno che fuoriescono dalla piattaforma della BP nel mare tropicale del Golfo del Messico, almeno qualche barile sarà “restituito” al colosso inglese dagli ambientalisti di Amici della Terra e da Gaia Onlus. E’ prevista per domani, martedi, 27 luglio 2010, alle ore 11.30 nei pressi della Metropolitana di Bonola, una iniziativa simbolica di protesta per denunciare il comportamento criminale e negligente della BP.

Gli ambientalisti insceneranno la protesta presso un distributore della BP
. Il disastro ambientale che prosegue nel Golfo del Messico e che ha già ucciso milioni di animali, pesci e distrutto la biodiversità e l’economia della zona, è causato dall’avidità dei responsabili della British Petroleoum, i quali erano a conoscenza delle falle nei sistemi di sicurezza, i quali continuano a dimostrare la propria incapacità nel fermare lo sversamento in mare del petrolio. “Gli stessi signori responsabili del disastro nel Golfo del Messico”, affermano Stefano Apuzzo e Edgar Meyer, Presidenti di Amici della terra Lombardia e di Gaia Onlus, “adesso hanno anche l’autorizzazione a perforare sotto i mari nel Golfo della Sirte, di fronte la Libia, nel Mar Mediterraneo a due passi dalle coste italiane. Chiederemo al Governo italiano e all’Europa di intervenire per fermare i serial killer dei mari”.

Il Mediterraneo non è un mare qualsiasi; pur rappresentando solo l'1% della superficie dei mari del mondo, presenta un concentrato di biodiversità, di ambienti e di paesaggi introvabile altrove”, ha affermato il presidente onorario del Wwf Italia Fulco Pratesi.

In pieno disastro ecologico e dopo che sono venuti a galla non solo i milioni di barili di petrolio della BP ma anche le bugie, le manipolazioni e l’inadeguatezza della dirigenza BP, ammonta a 10 miliardi di dollari il monte profitti per il 2010 annunciato dall’Amministratore delegato del colosso petrolifero inglese, Tony Hayward”, afferma l’ex parlamentare Stefano Apuzzo, che aggiunge “questi criminali dell’ambiente non possono e non devono passarla liscia. Lanciamo il boicottaggio europeo e italiano della BP per costringerli a stare alla larga dalle nostre coste e fuori dal Mediterraneo!”.

I retroscena delle autorizzazioni per perforare nel Golfo della Sirte (accordo siglato con la Libia nel 2007), ad una profondità maggiore – e quindi con più criticità che nel Golfo del Messico – sono noti. Il gruppo petrolifero britannico, al centro delle polemiche per il ruolo svolto per la liberazione del libico Abdelbaset al-Megrahi, condannato per la strage di Lockerbie, è accusato di avere esercitato pressioni sulle autorità britanniche per ottenere la liberazione dello stesso Megrahi in cambio del contratto di esplorazione di idrocarburi al largo della Libia, nel cuore del Mediterraneo.

All’iniziativa parteciperanno anche gli esponenti di Class Onlus e di Alleanza Ecologica per l’Italia.

Corteo animalista per chiudere gli stabulari di Harlan a Bresso.
Alla campagna e alla manifestazione dello scorso 5 giugno,“Fermiamo Harlan”, azienda di allevamento di animali da laboratorio e di “servizi di vivisezione”, hanno aderito anche Carlo e Marina Ripa di Meana.
I manifestanti sono stati ricevuti dal Sindaco di Bresso, Fortunato Zinni, il quale ha assicurato l’impegno dell’Amministrazione nella intensificazione dei controlli presso l’azienda Harlan affinchè siano rigorosamente rispettate le normative. 

 La delegazione era composta da Edgar Meyer e Cristina Donati, presidente e responsabile campagne di Gaia Onlus, da Stefano Apuzzo, portavoce di Gaia, e Nicolò Cascinu e Alex Caporale di Animalisti Italiani. Al corteo ha partecipato per tutto il percorso l'Assessora di Bresso, Rita Parozzi.

In Italia, l’iniziativa è promossa dalle associazioni Gaia Onlus e dall'Associazione Animalisti Italiani Onlus", con il sostegno dell'associazione internazionale People for the Ethical Treatment of Animals (PETA) e la collaborazione di Oipa Italia, Lida Milano, LAV Milano, Diamoci La Zampa Onlus, LEAL e coordinamento "Fermare Green Hill".

Al corteo per chiedere la chiusura dei laboratori dove si manipolano animali geneticamente modificati e si svolgono esperimenti di vivisezione su animali di tutti i tipi, hanno partecipato circa 300 persone, provenienti da tutte le parti della Lombardia.  

Il corteo è partito dalla piazza del Comune di Bresso (Mi) in Via Roma ed è arrivato fino agli stabilimenti di Harlan Italy di Bresso, in Via del Duca Lillo 10.

Tra gli slogan più urlati dai manifestanti e riportati anche sugli striscioni vi erano: “Chiudere i lager e gli stabulari, per una vera scienza senza l’inutile tortura di animali” e “Fermiamo il business dei Farma Serial Killer”.

loghino

Venerdì 7 maggio 2010 a Stezzano (Bg) presso l’Aula Magna della Scuola “L.Caroli” di Via Vallini alle ore 20.45 si terrà una chiacchierata organizzata dall’associazione Stezzano 99 su

“Cambia il clima? Azioni quotidiane per non…andare arrosto”

Relatori:
Edgar Meyer,direttore rivista Ecoideare e presidente Gaia Onlus,
Stefano Apuzzo presidente Amici della Terra Lombardia e portavoce Gaia Onlus,
Gaia Gusso, redattrice rivista Ecoideare.

Salviamo i cani di Green HillFermiamo l'ampliamento di Green Hill - Fermiamo la vivisezione
SABATO 24 APRILE 2010 - CORTEO NAZIONALE
Appuntamento ore 14.30, piazza del Municipio – Montichiari (BS)

Anche Gaia Animali & Ambiente Onlus aderisce al corteo e sarà presente con uno striscione dietro a cui sfileranno una ventina di volontari, capitanati da Cristina Donati.
Il sistema della vivisezione ha molte facce e molte angolature da cui guardarlo e affrontarlo. A noi interessa osservarlo dalla parte che riteniamo più importante, dalla parte degli animali, vittime di questa spietata industria della ricerca.

Gli ambientalisti "cementano" gli scarichi abusivi nel fiume.

Amici della terra Lombardia e la lista "Uniti per Cologno (Verdi e Alleanza per l'Italia) indicono una manifestazione simbolica ma forte a San maurizio al lambro.

All'iniziativa partecipano il Presidente di Amici della terra Lombardia, Stefano Apuzzo e gli ambientalisti di Cologno monzese, Maurizio Diaco e Camillo Piazza.
Dolore e  rabbia per la selvaggia aggressione al fiume Lambro, alle sue sponde, al fragile ecosistema che faticosamente stava cercando di recuperare la sua vitalità dopo decenni di inquinamento.
La notizia che l'origine del disastro sia quasi certamente dolosa e' ancora più inquietante, considerando che, purtroppo, nel nostro paese gli inquinatori  la fanno sempre franca.
Tutti sono a conoscenza che nel fiume sono presenti dei tubi di scarichi abusivi che sono collegati alla rete fognaria di molte imprese e mai nessuno si è impegnato a chiuderli definitivamente.
Il Ministero dell’Ambiente nel 2008 aveva stanziato diversi milioni per la sistemazione del nostro fiume e questo disastro rischia di vanificare tutti i nostri sforzi.
Chiediamo che l’Agenzia per il Po censisca tutti i tubi di scarico presenti e autorizzi la “muratura” di quelli non autorizzati e c’impegniamo a far costituire il Comune di Cologno Monzese come parte civile nell’eventuale processo contro gli inquinatori e contro gli enti, pubblici o privati, che scaricano abusivamente e contro le normative nel Lambro”.
Noi non ci rassegniamo e chiediamo una risposta rapida e determinata alle istituzioni.
Giovedì 4 Marzo alle ore 12 manifestazione di protesta presso il ponte di via San Maurizio a Cologno Monzese